IRONIA COREOGRAFICA
In opposizione alle atmosfere emotive di certe derive della danza contemporanea, il Collectif ÈS, attraverso la creazione ironica e giocosa Jean-Yves, Patrick Et Corinne, ha regalato una particolare allegria al pubblico.
Come fossimo in una sala di danza, la scena è abitata da entrate, uscite e continue alternanze tra i danzatori e le danzatrici accompagnati da un’incessante sequenza di tracce musicali. Sidonie Duret, Emilie Szikora, Antoine Roux-Briffaud, Adriano Coletta e Jérémy Martinez vestiti con diverse tonalità del rosa danzano nello spazio saltando, fin quando la musica viene staccata.
Al centro rimane una interprete che dice:
“Quando si chiede ai danzatori e alle persone dell’ambito cosa deve fare un coreografo, loro rispondono che dovrebbe creare qualcosa di originale, di autentico: una parola… problematica”.
Questa frase, che verrà ripetuta una seconda volta nello spettacolo, scioglie l’atmosfera satirica. Ogni sequenza diventa meta-coreografica e ciascun movimento sembra riflettere su sé stesso in modo ludico e ironico, con l’obiettivo di denunciare tutto ciò che della danza è diventato comune e quasi scontato. La successione delle tracce continua a scandire le varie entrate e uscite dei performer, mentre cambia anche il vestiario. Quest’ultimo diventa gradualmente più sportivo, marginalizzando così anche l’aspetto scenico dei costumi “tradizionalmente” scelti per la danza.

Foto di Julie Dafne Falaschi Querini
Si alternano momenti di sincronia di gruppo, con passi aerobici e atletici, a trii di contact ripetuti. Sono presenti anche intervalli dove i danzatori immobili fissano il pubblico, lasciando scorrere solo la musica con tracce cult come Holding Out for a Hero di Bonnie Tyler o My Heart Will Go On di Céline Dion. La scelta musicale attraversa varie tracce degli anni Ottanta, accompagnando la scrittura coreografica reiterata, ma articolata in modo sempre diverso.
I tre danzatori e le due danzatrici si alternano sfruttando ogni possibile conformazione prevalentemente in trio. Alternanze e incastri ritmicamente martellanti, sono sempre alla ricerca di un nuovo movimento, mostrando i corpi come mattoncini di un tetris umano. La scena è molto divertente, i danzatori sembrano non prendersi mai sul serio, grazie a espressioni e movimenti esagerati spesso accompagnati da sorrisi, piccole urla, espirazioni rumorose.
Jean-Yves, Patrick e Corinne si affranca dall’esprimere “un concetto”, “un significato”, “una suggestione”, per riflettere invece su cosa significa creare la danza senza dimenticare mai il pubblico. Ne viene fuori, infatti, uno spettacolo divertente e nient’affatto leggero, che non stacca mai lo sguardo da spettatori e spettatrici accompagnati in un viaggio da percorrere insieme.
Di Martina De Santis
Revisione di Nicole Donno e Daria Massa
CATANIA CONTEMPORANEA FIC FEST | 9 maggio, Scenario Pubblico
JEAN-YVES, PATRICK E CORINNE
ideato e diretto da: Collectif ÈS | interpreti: Adriano Coletta, Sidonie Duret, Jérémy Martinez, Antoine Roux-Briffaud, Emilie Szikora | disegno luci: Léa Maris | costumi: Paul Andriamanana | sound design: Wilfrid Haberey | produzione: Collectif ÈS





