Billi | Nicola Simone Cisternino
PRE-GIUDIZIO | Ilenja Rossi/ GDO | UDA
Scenario Pubblico, h. 21:00

Intimità e potere in scena: l’archetipo del Re secondo Cisternino
Con BILLI, Nicola Simone Cisternino inaugura un percorso coreografico che indaga l’archetipo del Re come figura liminale, tra potere e fragilità, simbolo e corpo vivo. La performance è intensa e stratificata con Elvis Presley come ispirazione iniziale, figura emblematica di una mascolinità spettacolare e seducente, ma anche ambigua e sfuggente.

L’atmosfera è fin da subito intima e oscura: i movimenti iniziali di Cisternino sono lenti, densi e controllati, quasi ipnotici, il corpo è scoperto nel dorso e coperto solo da semplici leggings neri, attraversato da tensioni interiori. Il tracciato coreografico conduce poi a una metamorfosi progressiva: i gesti si ampliano, diventano vorticosi, veloci, viaggiati. Il danzatore attraversa stati energetici crescenti fino a una danza frenetica e fisicamente faticosa, culminando in un atto di completa esposizione emotiva e corporea.

La scena è minimale: una consolle, uno sgabello e, nel finale, un’asciugamano bianca usata per tamponare il sudore, segno concreto della fatica e dell’intensità fisica vissuta. Centrale è l’ambiente sonoro creato da Spartaco Cortesi: musica elettronica attivata e vocalizzi sussurrati dal vivo accompagnano e amplificano il paesaggio emotivo del danzatore. Le luci, soffuse e puntate direttamente sul danzatore mantengono un’intimità coerente con l’interiorità del gesto.

BILLI è lo svelamento di un rito contemporaneo che fonde potere, spettacolo e vulnerabilità. Ne emerge un corpo che si fa simbolo di una performatività in “lotta” con resistenza fisica e desiderio.

Foto di Bianca Ghezzi

 

PRE-GIUDIZIO: la danza che smaschera i preconcetti
Lo spettacolo PRE-GIUDIZIO, presentato in prima nazionale, è una riflessione profonda e coinvolgente sul tema del pregiudizio. La coreografa e regista Ilenja Rossi, infatti, ha lavorato con movimento, oggetti e luci con l’intento di mostrare come le idee preconcette possano influenzare le persone, condizionandole anche senza che se ne accorgano.

In scena i danzatori sono Giulia Brunori, Carmelo D’Agostino, Giuseppe D’Avanzo, Iacopo Franceschini e Rebecca Rossi che, nero vestiti, si fondono con il buio iniziale della scena per poi emergere attraversati dalla luce di diversi occhi di bue. La scenografia è semplice ma molto significativa: una sedia e una lunga corda bianca sono collocate sul fondo a sinistra della scena. La corda (dotata di un cappio in una delle due estremità) viene tirata, intrecciata e usata per creare “gabbie” che uniscono il gruppo ma, al contempo, lo immobilizzano.

La danza varia su diversi registri dell’urban, dal popping al breaking, articolata in momenti di unisono, ma anche assoli, duetti e gruppi di tre. La scena è sempre resa dinamica da movimenti forti, precisi, decisi e spesso molto rapidi mescolati a gesti espressivo-narrativi che palesano turbamenti, costrizioni e “asfissie”, tutte conseguenze possibili di chi subisce un pre-giudizio.

Ciò che colpisce di più è la grande precisione dei danzatori, il loro muoversi armonicamente in gruppo, mostrando controllo, consapevolezza del corpo e un forte senso del ritmo. PRE-GIUDIZIO è uno spettacolo intenso, capace di far riflettere il pubblico su un tema importante, attraverso una danza potente e chiara.

Foto di Bianca Ghezzi

Testi di Sara Di Blasi
Supervisione di Sofia Bordieri e Marco Fichera

Leave a Reply

it_ITItalian