MELTING POT 01.16

Anno

2024

Durata

60 min

Produzione

compagniazappalàdanza2

credits

Regia e coreografie: Roberto Zappalà
Musiche: Johann Sebastian Bach, Puccio Castrogiovanni, Frédéric Chopin, Lautari, Gustav Mahler, Salvo Farruggio, Giovanni Sollima
Set, luci e costumi: Roberto Zappalà
Direzione tecnica: Sammy Torrisi
Co-direzione CZD2: Marco Laudani, Fernando Roldan Ferrer

Una coproduzione Scenario Pubblico | Compagnia Zappalà Danza/Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza e Menhir/Le danzatrici en plein air – in collaborazione con Asti Teatro Festival e Centro Coreografico Nazionale/ Aterballetto – con il sostegno di MiC Ministero della Cultura e Regione Siciliana Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo

foto

sinossi

Prima assoluta: 12 aprile 2024 Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto

Melting Pot 01.16 è un lavoro che, come suggerisce il titolo, riunisce in una composizione originale frammenti di diverse creazioni realizzate nel corso del tempo da Roberto Zappalà.
In particolare sono incluse sequenze da “Mediterraneo l.a.s.d.f” (2001), “24 préludes” (2007), “Instrument 1 <scoprire l’invisibile>” (2007), “Invenzioni a tre voci” (2014), “74bpm” tratto da “I am beautiful” (2016)  – tutte produzioni per la sua compagnia – “I’m a good cook. Spaghetti anybody?”, creazione realizzata nel 2004 per la compagnia svedese Norrdans, e “sud-virus”, commissionato dal Goteborg Ballet nel 2011.

All’interno di questo intreccio di coreografie che hanno segnato il suo percorso creativo, il coreografo realizzerà una parte inedita, appositamente concepita per questa creazione.

L’idea principale è quella di emancipare il lavoro, mettendolo costantemente in discussione attraverso nuovi interventi coreografici pensati per i danzatori del momento.

Un ‘melting pot’ sempre work in progress.

“Oltre ad elaborare delle parti nuove sono state recuperate e rielaborate alcune scene di vecchi lavori apportando una nuova e fresca gestualità, frutto di un rinnovato confronto fisico. Immagini visionarie, spazi interrotti, gesti poetici per percorrere un tracciato fatto di misura gestuale ma anche del suo contrario. Un sunto nato qualche anno fa ma che ad ogni ripresa viene prosciugato del passato e inondato di futuro”.

Roberto Zappalà

it_ITItalian