Prima a 10 anni dal debutto
6 febbraio 2019, Sala Verga – Teatro Stabile Catania (Italia) ripresa dello spettacolo per il progetto ANTOLOGIA
Prima a 10 anni dal debutto
6 febbraio 2019, Sala Verga – Teatro Stabile Catania (Italia) ripresa dello spettacolo per il progetto ANTOLOGIA
Anno
2009 / ripresa nel 2019
Durata
75 min
3° tappa dal progetto Re-mapping Sicily
23 gennaio 2009, TE.ST Teatro Stabile Catania
6-10 febbraio 2019, Sala Verga Teatro Stabile di Catania
Immaginare, concepire e costruire uno spettacolo su S. Agata, la sua immensa processione e festa a Catania, (fra le più grandi dell’intero mondo cristiano/cattolico), oltre a proporre un’identificazione città /popolo/ santa che trova appunto a Catania uno dei luoghi al mondo dove questo avviene in maniera inestricabile, è volere, più di ogni altra cosa, indagare a fondo un aspetto fondamentale dell’oggi. Il rapporto che si ha con il sacro, la religione, la religiosità. E Agata, una santa, la cui immagine devozionale, (le tenaglie, i seni straziati), in bilico fra erotismo e sadismo splatter, tra le più immediatamente riconoscibili di tutta l’iconografia religiosa cattolica, è “solo” un punto di partenza. Si utilizza un apparato iconografico tradizionale per farlo sposare con il moderno, con la contemporaneità, per dare origine a contrasti e cortocircuiti; per proporre nello scenario arcaico e contemporaneo della festa religiosa le contraddizioni di un mondo dove a essere “straziati”, non sono solo i seni ma intere tipologie umane e concettuali.
Se lo spettacolo non può avere l’ambizione e la capacità dell’Aleph borgesiano di “… contenere tutti i punti… tutti i luoghi…, visti da tutti gli angoli”, ha senz’altro quella di dare, attraverso e partendo da Agata, figura storica e mito, festa religiosa e di popolo, teatro della devozione e della finzione, luogo d’amore e di furore, spazio del riscatto e dello sfruttamento, palcoscenico dove l’individuo si perde (beatamente?) nella massa, uno sguardo profondo e rivelatore su quello che ci fa essere, nel bene e nel male, quello che siamo, che siamo stati, che rischiamo di essere.
La missione: A. nasce dalla necessità, sofferta, e a lungo rimandata, per timore e pudore artistico, non religioso, di affrontare una serie di nodi cruciali riguardanti il vivere in una comunità e l’esserne parte integrante; di indagare e sviscerare il sentimento di appartenenza che una società secolarizzata e medializzata prova verso dio, la religione, il trascendente. Un rapporto che si configura in due aspetti opposti e complementari; quello privato e quello pubblico, due facce della medaglia di un’ambiguità fondamentale che non è possibile chiarire. Come se il credente (siciliano e non) fosse condannato a questo paradosso: rendere pubblico il proprio fervore mistico, la propria devozione come l’unico modo di manifestare la propria religiosità, ma così facendo rischiare di snaturarla o addirittura di cancellarla. Non si poteva, quindi, tralasciare in un progetto come Re-mapping Sicily – percorso che Roberto Zappalà ha intrapreso diversi anni addietro con l’intenzione di rileggere la Sicilia attraverso il suo linguaggio scenico – l’aspetto della religiosità popolare, un apparato che nell’isola e in Italia diventa cartina di tornasole per quasi tutto, un teatro d’operazioni che investe e riassume, facendoli esplodere, tutti gli aspetti che interessano l’appartenenza ad una collettività.
VINCITORE DEL PREMIO DANZA&DANZA 2009 MIGLIOR SPETTACOLO ITALIANO
coreografia, regia, scene e luci Roberto Zappalà
musica originale (eseguita dal vivo) Puccio Castrogiovanni (I Lautari)
altre musiche Dire Straits, Rosario Miraggio, Gustav Mahler, Burt Bacharach Carmen Consoli ascolta, approva e poi sconvolge le corde della sua chitarra
costumi Marella Ferrera e Roberto Zappalà
drammaturgia Nello Calabrò e Roberto Zappalà
testi Nello Calabrò
realizzazione scene e costumi e assistenza Debora Privitera
interpretazione e collaborazione Adriano Coletta, Maud de la Purification, Alain El Sakhawi, Alberto Gnola, Adriano Popolo Rubbio, Salvatore Romania, Fernando Roldán Ferrer, Antoine Roux-Briffaud, Massimo Trombetta, Valeria Zampardi
musicisti Gionni Allegra, chitarre | Puccio Castrogiovanni, corde, marranzani e fisarmonica | Salvo Farruggio, percussioni | Peppe Nicotra, basso
Foto Gianmaria Musarra
Una co-produzione Teatro Stabile di Catania e Scenario Pubblico/ Compagnia Zappalà Danza – Centro Nazionale di Produzione della Danza in collaborazione con MilanOltre Festival La compagnia è sostenuta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Siciliana Ass.to al Turismo