RAGOUT

Prima assoluta

19 novembre 2005, Scenario Pubblico, Catania

Anno

2005

Durata

75 min

La creazione Ragoût si colloca nell’ambito dell’ampio progetto Corpi incompiuti, percorso sulle attività percettive che Roberto Zappalà ha avviato nel 2003 e che troverà la sua conclusione nel 2006. Dopo aver indagato il disagio del corpo in OB/sol.um, successivamente il silenzio e il mutismo in Ascoltando i pesci, quindi la vista nell’ultima creazione Rifarsi gli occhi, con Ragoût il coreografo si sofferma ad esplorare il gusto. Roberto Zappalà si è già confrontato con questo senso affascinante e sensuale, ma anche disgustoso e inafferrabile, insieme alla compagnia svedese Norrdans, per la quale ha creato la prima parte del progetto che ha debuttato in Svezia nel febbraio 2004 con il titolo I’m a good cook.Spaghetti anybody?, ma non è mai stata rappresentata in Italia.

Ora il progetto sul gusto sarà completato dal coreografo insieme ai danzatori della compagnia zappalà danza per un avvincente spettacolo a serata intera per 7 danzatori.

QUESTIONI DI GUSTO
Nel progetto sulla percezione dei sensi, la compagnia Zappalà danza si confronta qui con il senso, forse, più sfuggente e obliquo; quello del gusto.

Il gusto, che non fa parte dell’aristocrazia dei sensi come la vista (in primis) e l’udito, (insieme all’olfatto e al tatto ne è la componente proletaria), è anche il senso che trascina con sé e si accompagna di corollari imprescindibili in un ampio raggio concettuale che porta dalla sensualità, al dis/gusto, al kitsch.

Ma subito dietro il senso del gusto c’è prima di ogni cosa il cibo e dietro il cibo, la fame; cibo e fame che, insieme, formano una rete inestricabile che ci parla dell’oggi, delle differenze e degli sprechi nel mondo.

Lo spettacolo stimola, letteralmente, e “interroga” le papille gustative dello spettatore, con la consapevolezza che, se ha indubbiamente ragione Luis Bunuel quando dice che la necessità di mangiare non implica la prostituzione dell’arte è altrettanto vero che, a volte, la necessità di mangiare implica la prostituzione tout court.

La danza, come sempre negli spettacoli della compagnia, non è mai declamatoria ma nella sua forma più pura e astratta, allude e interroga. E se la danza non racconta nel senso tradizionale, lo spettacolo ha al suo interno elementi eterogenei, che ne scandiscono le varie fasi, cercando di verificare l’ampiezza del gusto come senso e come concetto.

Quanto di più personale abbiamo e allo stesso tempo di più misterioso.

dal progetto corpi incompiuti

coreografia e regia: Roberto Zappalà
musica: Giovanni Sollima
luci e scene Roberto Zappalà
costumi Leila Dato
foto Gianmaria Musarra
danzatori Daniela Bendini, Rohanna Halls, Giulia Mininel, Wei Meng Poon, Salvatore Romania, Raquel Gualtero Soriano, Paola Valenti
video, testi e regia video Nello Calabrò
Interpreti video Carmelo Chiaramonte, Mansur Gueye, Roberto Zappalà

una coproduzione compagnia zappalà danza – Scenario Pubblico in collaborazione con Norrdans (Svezia), Teatro Giuditta Pasta di Saronno

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