BROTHER TO BROTHER

- dall’Etna al Fuji -

Site/specific

03 luglio 2025 Roma – Teatro India / Fuori Programma Festival

Anteprima

12 luglio 2025 Civitanova Marche – Teatro Rossini / Civitanova Danza Festival

17 ottobre 2025 Nova Gorica  – Teatro Nazionale Sloveno / Visavì Gorizia Dance Festival

Prima assoluta

31 ottobre 2025 Teatro Comunale di Modena

Anno

2025

Durata

60 min

“L’Etna ha l’aria della vecchiezza; il Fuji invece è l’immagine della gioventù, le sue linee suggeriscono il movimento, lo slancio. L’Etna è possente, ti fa pensare ad un gigante saggio, talvolta è terribile, ma anche allora sembra scuotere le sue catene con l’ineluttabilità misteriosa d’un destino notturno; il Fuji è agile, ero come una spada, t’invita all’ardire… ll Fuji è anche vicino all’amore ed alla morte, a tutte le grandi follie; l’Etna invece è il tempo popolato di ombre senza fine … “Fosco Maraini

I fratelli del titolo della creazione di Roberto Zappalà sono il Fuji e l’Etna, i due vulcani per eccellenza della storia e dell’immaginario simbolico del mondo. La nuova creazione pone l’attenzione in maniera forte e vigorosa sul rapporto tra la performance dei danzatori della Compagnia Zappalà Danza e quella dei Munedaiko, musicisti consacrati alla pratica e valorizzazione del tamburo tradizionale giapponese “Taiko” (太 tai 鼓 ko: grande tamburo) dove la postura, il movimento e la concentrazione sono fondamentali.

In Brother to Brother viene dato pieno risalto alla ricerca musicale, che coniuga la presenza scenica dei Munedaiko con l’imponente tappeto sonoro composto da Giovanni Seminerio.

Così come i vulcani sono all’origine dell’attuale conformazione del pianeta, la percussione è all’origine dell’arte musicale e culturale creata dall’uomo, a partire dal ritmo del battito cardiaco. I tamburi provocano bolle di suoni, di ritmi che “scoppiano” nelle orecchie e nel cervello degli spettatori; ritmi che i danzatori seguono e provocano allo stesso tempo in un fluire incessante, un respiro comune che armonizza i corpi, con le civiltà di origine e con le civiltà tra di loro, con la speranza oggi sempre più auspicabile che, come dice Fosco Maraini, possiamo essere “imbevuti di quell’olio confuciano necessario a lubricare le ruote della convivenza civile”.

Silenzio e caos, movimento e quiete, Oriente e Occidente, natura e cultura: dualità che permeano questa creazione e riecheggiano un detto amato in Oriente: “Due è uno e uno è due.”

regia e coreografia Roberto Zappalà

musica live Munedaiko | musica originale e soundscape Giovanni Seminerio

danza e collaborazione i danzatori della Compagnia Zappalà Danza:

Samuele Arisci, Loïc Ayme, Faile Sol Bakker, Giulia Berretta, Anna Forzutti, Dario Rigaglia, Silvia Rossi, Damiano Scavo, Alessandra Verona

musicisti Mugen Yahiro, Naomitsu Yahiro, Tokinari Yahiro (Munedaiko)

set, luci e costumi Roberto Zappalà | drammaturgia Nello Calabrò

assistente alle coreografie Fernando Roldan Ferrer

realizzazione costumi Majoca | realizzazione scenografia Peroni

una coproduzione: Scenario Pubblico | Compagnia Zappalà Danza – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza e Fondazione Teatro Comunale di Modena

in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza, Marche Teatro, Visavì Gorizia Dance Festival e Fuori Programma Festival

con il patrocinio di INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e con il sostegno di MiC Ministero della Cultura and Regione Siciliana Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo

si ringrazia BÙUM Guide Vulcanologiche Italiane

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