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Green Bites

5 Gennaio | 19:00 - 20:00

Green Bites è la serata di //evergreen dedicata alle creazioni brevi sotto forma di open door. Ogni opera dura circa venti minuti e offre piccoli “assaggi” per scoprire linguaggi diversi e nuove visioni coreografiche.

  • Espresso di Claudio Scalia
  • Love Parade di Glenda Gheller

ESPRESSO

Il famoso “espresso” è la bevanda più emulata all’estero, in mezza tazzina si racchiude la cultura di un’Italia intera. Attraverso uno scambio di lezioni di lingua italiana, Espresso vuole raccontare in chiave simbolica e ironica la visione tipica e dominante dell’italiano dagli occhi di uno straniero.

L’amore raccontato dall’incontro di … e …. È un amore in cui riecheggia il fare la corte, fatto di sguardi e di gesti. La gestualità anch’essa passionale e appassionata come nel linguaggio. Lo stereotipo dell’italiano che alza la voce e gesticola dimenando le braccia in aria è così intrinseco (…e fondato) da portare Bruno Munari a creare un dizionario dei gesti italiani. L’enfasi del nostro linguaggio si ripercuote anche nel culto, nella preghiera che si trasformano in occasioni di festa, di riti popolari carichi di tradiz.. ione. È vero che tutto questo potrebbe sembrare un’esemplificazione della nostra cultura ma è quello che in realtà fa di noi essere italiani. Siamo una miscela di amore, festa, rumore e calore. E allora vi invitiamo a lasciarvi avvolgere….

Produzione: Ocram Dance Movement // Scenario Pubblico Centro Nazionale di Produzione della Danza | Coreografia e Set Concept: Claudio Scalia | Disegno luci: Marco Laudani | Costumi: Gabriella Palomba | Musiche: Tony Renis, Toto Cotugno | Danzatori: 2 | Testo: Fabiana Radinier


LOVE PARADE

“Everything we seek can only be found in the present”
“Love empowers us to live fully and die well”
“To believe that to be too celebratory is dangerous”
“All about Love: New Visons” – bell hooks

Immagina una parata, non di carri allegorici, ma di visioni, un corteo che attraversa spazi interiori dove l’amore si manifesta in tutta la sua onesta complessità. Inizia uno scambio silenzioso tra due corpi che, legati da un passato di ombre e un futuro incorporeo, cercano di dialogare, investendo nell’unica certezza del momento presente. La parata ci mostra l’amore di fronte alla fragilità dell’esistenza. Amore e perdita si intrecciano e si muovono come due grandezze direttamente proporzionali. Tutto diventa un equilibrio delicato tra l’abbraccio e l’addio. L’amore si propaga: una caotica moltitudine di voci si unisce in un unico canto, un inno alla diversità e all’inclusione.  Ne nasce un vortice di movimento, un grido liberatorio e senza riserve di amore universale. Love Parade riflette, nel suo presente, le battaglie del passato. Dal fenomeno dei ballroom della New York anni 80, dove minoranze queer si sfidavano a colpi di catwalks per celebrare la propria identità ed espressione artistica, ai Love Parade della Berlino anni 90 dove ritmo e movimento erano atti di manifestazione verso la pace, l’unione e l’amore senza etichette e restrizioni. Ispirato alle provocatorie riflessioni di bell hooks, Love Parade guarda anche con speranza al futuro e ci invita a parlare dell’amore reale, senza vesti e idealizzazioni.   Tutto nasce da “Perché abbiamo ancora paura di parlare dell’amore?” e prosegue con la volontà di incoraggiare e non negare questo sentimento, che continua ad essere il centro dell’esistenza umana.

Idea e coreografia di: Glenda Gheller | Drammaturgia di: Glenda Gheller con la collaborazione di Sergio Campisi | Produzione: ocram dance movement con la collaborazione di Scenario Pubblico Centro di Rilevante Interesse Nazionale | Musiche originali di: Michele Piccolo e Massimo Lievore | Consulenza costumi:Adriano Popolo Rubbio | Realizzazione costumi: Gabriella Palomba | Graphic designer: Leonardo De Santis

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