
LIF / LOVE PARADE
8 Novembre | 8:00 - 17:00

Double Bill
LIF
credits
Coreografia e regia: Claudio Scalia
Drammaturgia:Claudio Scalia con la collaborazione di Sergio Campisi
Musiche:Danheim, Asaf Avidan, Ismaele Buonvenga
Interpreti: Ismaele Buonvenga, Marco Di Dato
Direzione tecnica: Sammy Torrisi
Luci: David Garaffo
Costumi: Claudio Scalia – realizzazione: Gabriella Palomba
Co-direzione CZD2 Marco Laudani, Fernando Roldan Ferrer
Una produzione Scenario Pubblico Compagnia Zappalà Danza | Centro di Rilevante Interesse Nazionale e con il sostegno pre – produttivo di Movimento Danza, Napoli; in collaborazione con ocram dance movement.
sinossi
“Il sole si oscura e la terra sprofonda nel mare,
ma poi ritorna, bella, splende sopra la terra”
(Völuspá, strofa 57)
L’universo si piega sotto il peso del Ragnarök: tre lunghi inverni avvolgono il mondo nel gelo, seguiti da tre scontri profondi che lo consumano fino a ridurlo in cenere. Dalle rovine di ciò che è stato, Líf e Lífthrasir si destano dal loro rifugio tra le radici di Yggdrasill,l’albero cosmico che ha custodito la scintilla della vita oltre la distruzione.
Il loro cammino, segnato da paure e incertezze, li conduce verso un futuro tutto da ricostruire.
I due protagonisti diventano simboli di continuità e speranza.
Nel cuore di un universo frammentato, dimostrano che, anche quando ogni cosa sembra perduta, la vita può sempre trovare una nuova forma, così Líf celebra la forza della vita e la sua capacità di superare le avversità, ricordandoci che dopo ogni fine c’è sempre spazio per un nuovo inizio, da ricostruire passo dopo passo.
LOVE PARADE
credits
Idea e coreografia di: Glenda Gheller
Drammaturgia di: Glenda Gheller con la collaborazione di Sergio Campisi
Produzione: ocram dance movement con la collaborazione di Scenario Pubblico Centro di Rilevante Interesse Nazionale
Musiche originali di: Michele Piccolo e Massimo Lievore
Consulenza costumi: Adriano Popolo Rubbio
Realizzazione costumi: Gabriella Palomba
Graphic designer: Leonardo De Santis
sinossi
Love Parade prende forma come un corteo di immagini e figure che attraversano l’amore nella sua onesta complessità.
Inizia uno scambio silenzioso tra due corpi che, legati da un passato di ombre e un futuro incorporeo, cercano di dialogare, affidandosi all’unica dimensione condivisa e certa: il presente.
Tra gesti condivisi e traiettorie divergenti si disegna un legame in continuo mutamento. Affiorano immagini sospese, aperte a molteplici possibilità, in cui amore, fragilità e perdita si intrecciano.
In una trama di incontri e distanze, la ricerca si dispiega tra vulnerabilità e cura, nel fragile equilibrio tra il desiderio di appartenenza e la paura dell’abbandono. In questo divenire, l’amore si propaga: una caotica moltitudine di voci si unisce in un unico canto, un inno alla diversità e all’inclusione. Ne nasce un vortice di movimento, un grido liberatorio e senza riserve di amore universale.





