The hard Nut, la noce dura, remake moderno dello Schiaccianoci a firma di Mark Morris, fece scalpore nel 1991 al Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles, dove il coreografo americano allora 35enne era stato chiamato a raccogliere l’eredità di Maurice Béjart, nume indiscusso del 900, per hit come il Sacre du Printemps e il Bolero, portando la sua piccola compagnia newyorkese a risiedere nel prestigioso tempio dell’opera nel cuore d’Europa.
Il più amato balletto natalizio per famiglie, nelle sue mani, prese allora una nuova forma, che oggi definiremmo queer, con la partecipazione eccezionale di Mikhail Baryshnikov, artista-star del balletto russo migrato in America, curioso di tutte le sfide, qui nel ruolo dello zio bendato, il mago Drosselmeier.
La noce dura è il “racconto nel racconto” horror, nella trama originale della favola di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, che il festoso balletto ciaikovskiano ottocentesco di Marius Petipa e del coreografo Lev Ivanov ha tralasciato, e che l’ardito Mark ha riletto a modo suo, strizzando l’occhio ai fumetti per grandi.
Nel primo atto di The Hard Nut ecco allora un party, con balli frizzanti, polka, hokey-pokey, hesitation, stroll, bump, waltz, per gli adulti, mentre i bimbi, Fritz, Marie e Louise, attendono trepidanti le sorprese in arrivo. Nella notte Marie, che veglia sul suo schiaccianoci-regalo dello zio Drosselmeier, uccide il Re dei topi con la propria scarpina; il giocattolo diventa un giovane uomo attraente. Lo zio racconta alla nipote febbricitante la storia della noce dura, con la giovane Principessa Pirlipat sfigurata dalla malvagia Regina dei Topi; potrà tornare bella se un ragazzo aitante e coraggioso riuscirà a spaccare la noce resistente Krakatuk con i propri denti, smontando l’orrendo incantesimo; l’unico a riuscirci sarà il nipote di Drossemeier, che però poi dovrà pendere su di sé la bruttezza di Pirlipat. Marie lo amerà ugualmente, però, diventando una giovane donna matura. Dopo la danza dei fiori, Fritz e Louise, ancora bambini, saranno mandati a riposare nel loro lettino.




