LE FORME DEL RITO

Prima assoluta

30|31 gennaio 2027

Anno

2027

Durata

60 min

Tessendo insieme Performative Speech –  Studio sul fauno e Corpi liturgici, Roberto Zappalà dà vita a Le forme del rito, uno spettacolo che si nutre di contrapposizioni, rimandi e rime interne. Le due opere dialogano fino a generare una nuova creazione, dotata di una propria autonomia formale, che va oltre la semplice somma delle parti.

Ogni ritualità possiede forme codificate.
In Corpi liturgici, uno spazio fisico e una sequenza di azioni coreografiche e performative – ritualizzate – si compiono dando vita a una sorta di “preghiera” attraverso il corpo.
Il corpo umano, metafora del creato e della sua lode, diventa per il coreografo occasione, nell’ottavo centenario della morte di San Francesco, per ricordare come i suoi «laudato sì…» siano rivolti, nella visione di Zappalà, alle singole parti del corpo: gomiti, ginocchia, polsi, collo, caviglie, dita. Ne nasce un rito coreografico che prende avvio dal linguaggio codificato MoDem per poi progressivamente liberarsene ed “esplodere”.

Nel Fauno, lo spazio della danza è definito da un tappeto che viene steso in scena. Stendere un tappeto è, da sempre, un gesto rituale di forte valore simbolico e pratico: il tappeto è giaciglio e pavimento, culla e sacca portaoggetti, tovaglia su cui mangiare, luogo di preghiera e metafora del paradiso.

Una rima potente tra le due opere è la connessione che si instaura tra la sensualità laica del fauno di Mallarmé/Debussy, fatta di sogni e desideri, e quella spirituale di Corpi liturgici, in cui l’afflato della musica di David Lang si dispiega su parole ispirate al biblico Cantico dei Cantici.

Le forme del rito è caratterizzato dalla semplicità e dal rigore del dispositivo scenico: gli spazi della danza sono ritagliati all’interno dello spazio teatrale, mentre i corpi dei danzatori-performer vivono una costante contrapposizione. Da un lato si ancorano alla “terra” – il palcoscenico, il tappeto – dall’altro tendono a (s)fuggire verso un altrove. Da questa dialettica nasce una tensione delicata e una ricerca incessante: un’aspirazione verso un altro da sé, insieme concreta e metafisica, una tensione verso il sacro e lo spirituale.

Un’estenuante ricerca che si configura anche come desiderio inappagato – francescano – di pace.

Coreografia e concept Roberto Zappalà
Interpreti Samuele Arisci, Maud de la Purification
Speech Roberto Zappalà
Drammaturgia Nello Calabrò

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