The End The End, andato in scena sabato 22 febbraio, è uno spettacolo che indaga il rapporto tra la fine di diversi aspetti della vita e le mappe spaziali possibili in cui essa abita. Nella struttura chiara e precisa, possiamo sicuramente definire protagonista l’immensa proiezione della piantina di una casa che, occupando integralmente il fondale del palco, immerge e catapulta lo spettatore in un setting definito e specifico. Le linee essenziali di quello spazio domestico, privo di oggetti o arredamenti, si muovono come a creare una coreografia geometrica.
Sin dall’inizio è possibile scorgere Petra Fornayovà e Vlado Zbron in piedi, in silenzio e al buio, talvolta illuminati dalla luce della proiezione. Insieme convivono all’interno dello stesso spazio per tutta la durata dello spettacolo e trasmettono, attraverso la loro presenza e i costumi di scena, un senso di quotidianità e realtà che però raccontano differentemente.

Fornayovà, coreografa, regista teatrale e autrice di questo lavoro, interrompe gli attimi iniziali di silenzio e suspence, interpretando un monologo in lingua slovacca, riguardante le abitudini domestiche di ogni individuo appartenente alla società odierna europea. Ascoltiamo la descrizione di azioni e indicazioni semplici, della vita di ogni giorno, come avere un adeguato comportamento a tavola, il fatto di ricordarsi di lavare le mani, non affacciarsi troppo quando si è in balcone ma ammirare e godere della vista.
Seppur era possibile seguire la traduzione del testo sottoforma di sottotitoli sovrimpressi sulla proiezione, la comprensione è risultata piuttosto faticosa. Il significato del testo, infatti, risultava confusionario e davvero poco chiaro. Inoltre, la presenza dei performer sulla scena ostacolava particolarmente l’attenzione sulle parole. Al di là del testo, in scena ad essere centrale era il rapporto tra movimento e voce basato su un gioco di spostamenti dettagliati e dinamici all’interno degli spazi o al di fuori dei perimetri della piantina con un ritmo piuttosto regolare.
La performance, da quel momento, si è stabilizzata su un andamento dinamico privo di particolari sviluppi, posizionandosi su un flusso flat fino alla fine. Si è poi inserito il monologo di Zbron, riguardante l’adeguatezza di un corpo rispetto al luogo in cui vive, inserito in un appartamento o una casa. Anche la traduzione di quest’ultimo è risultata davvero difficile da leggere e comprendere, in quanto i sottotitoli si confondevano ed erano coperti dalle linee proiettate della mappa.

Nonostante il testo non sia stato colto appieno, a causa della traduzione poco accurata, lo sviluppo del concept è alquanto innovativo. È mancato un crescendo di quel “gioco” di movimento e di quel rapporto performer-proiezione che è stato un ingrediente visivamente frizzante, brioso ed energico della performance, insieme a un’estremizzazione dell’interpretazione dei monologhi.
La performance si è conclusa con la proiezione in campo largo di un’abitazione, vista dall’alto, con i due performer che, dando le spalle al pubblico, la guardavano sorridendo. The End The End è uno spettacolo complesso, dallo sviluppo lento, forse più eloquente per un pubblico adulto che vive già il rapporto con la casa in maniera più “fissa”, sentita, come una sorta di punto di riferimento in qualche modo inestricabile dalla vita. Nonostante le molteplici lacune per la fruizione, lo spettacolo ha un gran potenziale performativo e multimediale che stimola riflessioni sullo stare e l’abitare.
di Elena Costanzo
concept, testi e regia: Petra Fornayová | creazione e interpretazione: Petra Fornayová, Vlado Zboroň | visuals e direzione tecnica: Jakub Pišek | musica e suono: Fero Király | canto: Petra Fornayová | fonte dei testi: Peter Macsovszky_Tantalopolis, Peter Šulej_Archetypal Summer, The End of Blue Period | graphic design dei materiali di comunicazione: Miriam Gavula | registrazione e trailer: Dog-Docs – Adam Hanuljak | debutto: 30 maggio 2018, A4 space Bratislava | nuovo allestimento: 5 febbraio 2024 A4 spaceBratislava | Slovak Arts Council ha sostenuto la creazione e la ripresa dello spettacolo.






