La stagione Gentilezza di Scenario Pubblico continua ad arricchirsi di nuovi sguardi e sensibilità: il terzo appuntamento è Impostor di Thomas Noone.
La scena si apre con un fascio di luce puntato sul danzatore Noone. Alla sua sinistra emerge una composizione inquietante: frammenti di un corpo in gomma: mani, gambe e una grande testa disposti come resti di una creatura smembrata. L’atmosfera è aliena e sospesa, alimentata da una voce robotica che accompagna la musica ritmata. I movimenti del performer sono lenti, densi, carichi di intenzione quasi rituale; ogni gesto della mano è amplificato anche grazie ai led rosa che attraversano lo spazio, creando un senso costante di inquietudine.
Il danzatore si muove in modo animalesco, catturando completamente l’attenzione prima della sua interazione con il “fantoccio”. Si avvicina poi al busto di gomma e lo solleva: subito l’atmosfera cambia, si fa intensa, quasi magnetica. Il pubblico osserva il modo in cui il danzatore si relaziona con esso, quasi come fosse un essere vivente o una marionetta a cui restituire un respiro. I Loro gesti si specchiano, si incastrano, si confondono fino a far coincidere i movimenti del proprio corpo con quelli del corpo inanimato.

Manipolatore e manipolato sembrano fondersi, pur restando percepibili come due entità distinte. Le mani in gomma diventano poi protagoniste: sfiorano, tracciano, comandano il corpo del danzatore. Il movimento parte e si conclude lì nei loro corpi, in un crescendo di tensione. Man mano lo sguardo del performer si esaspera, i led si affievoliscono e il danzatore solleva la parte superiore della figura, testa e mani. I due si ritrovano, così, faccia a faccia: il momento è affascinante e perturbante. La testa, pur essendo di gomma, sembra prendere vita, prendere controllo. La tensione tra i due corpi – reale e artificiale – diventa quasi fisica. Chi manipola chi? Chi è la marionetta?

In questo dialogo silenzioso si percepisce il cuore dell’opera: la manipolazione dell’altro è una manipolazione di sé stessi. La figura in gomma è un alter ego, un doppio inquietante ma somigliante, con cui il danzatore sembra intrattenere una conversazione interiore. Quando il performer esce di scena, inizia nuovamente il gioco di luci: i led sembrano comunicare, come se cercassero un segnale che non arriva. La scena si tinge di viola e il contatto tra le due presenze diventa più forte, più viscerale. Dopo questo interludio luminoso, la trasformazione si compie: si rivela che il corpo manipolato è un centauro.
Testa con corna e serpenti, busto, braccia e zampe: un essere mitico, un demone interiore. Il danzatore ricompone la creatura con cura; essa appare stanca, provata da ciò che è avvenuto. Lui la solleva, come per ridarle energia. Infine, una luce rossa appare alle loro spalle, e il centauro “risvegliato” fissa il pubblico senza paura.
La polarizzazione creata dalle due figure è centrale: il bene e il male si manifestano nelle due teste delle marionette: una umana, l’altra demoniaca come due nature che convivono nello stesso individuo. Gli occhi dei pupazzi, mobili e inquietanti, diventano un riflesso dell’anima del danzatore. Impostor è una fusione perturbante e innovativa di danza e marionette, uno sguardo enigmatico all’interno di noi stessi per incontrare il nostro demone interiore e tentare di pacificare con esso.
Di Ylenia Cinquemani
29-30 novembre 2025 | Scenario Danza, Gentilezza
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