L’ultimo appuntamento della stagione Gentilezza di Scenario Pubblico si è chiuso con un triple bill composto da Preludio | An Echo A Wave | Alpha Grace del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto. Le creazioni di Diego Tortelli (Preludio) e Philippe Kratz (An Echo, A Wave e Alpha Grace) hanno delineato un percorso coreografico capace di attraversare intimità, relazione ed energia collettiva, mostrando la versatilità e la sensibilità interpretativa della compagnia.

Preludio, di Tortelli, si presenta come una sorta di “preghiera profana”, una dichiarazione d’amore al corpo inteso come luogo in cui convivono materia, emozione e pensiero. Non solo macchine fisiche, nei corpi con la loro fragilità, emerge uno spazio sensibile e vulnerabile in cui si manifesta l’esperienza umana. Pensato per cinque interpreti: Estelle Bovay, Matteo Fiorani, Matteo Fogli, Arianna Ganassi Giovanni Leone, lo spettacolo costruisce un dialogo intenso tra movimento, musica e poesia, trovando nella poetica del cantautore australiano Nick Cave una sorgente emotiva profonda e inquieta.
La coreografia si muove in un territorio intimo e quasi confessionale: Tortelli indaga le zone d’ombra dell’essere umano, affrontando temi come la distanza tra i corpi, gli abbracci mancati e il desiderio di recuperare un’empatia perduta. Ne emerge una danza delicata, caratterizzata da movimenti fluidi e allungati ma al tempo stesso incisiva, alternata da momenti in cui si fa spazio anche un movimento più diretto, veloce e quasi inaspettato in cui la fisicità dei danzatori diventa linguaggio emotivo e spazio di relazione.
L’impianto coreografico è essenziale e rigoroso, ma carico di tensione. I corpi si cercano, si sfiorano e si allontanano, costruendo immagini di vulnerabilità e desiderio in un’atmosfera sospesa, quasi rituale grazie anche alle sonorità intense, scure ed emotive di Cave. Colpisce anche l’aspetto visivo: i costumi rosa acceso, contrastati dai guanti in pelle nera, introducono una dimensione simbolica e quasi disturbante, accentuando il contrasto tra dolcezza e inquietudine che attraversa l’intera creazione.

Foto di Neven Petrovic

A seguire An Echo, a Wave, duetto coreografato da Kratz, si presenta come una composizione di grande raffinatezza visiva e poetica. Il lavoro costruisce una metafora coreografica ispirata al moto perpetuo del mare: un fluire continuo di avvicinamenti e allontanamenti che evoca incontri, partenze e ritorni.
Il movimento di Federica Lamonica e Giovanni Leone si sviluppa come una corrente sognatrice e a tratti malinconica in costante trasformazione. I due interpreti modellano lo spazio con movimenti fluidi e sospesi, alternando tensione e morbidezza, contatto e distanza. Il linguaggio coreografico di Kratz appare limpido e musicale: ogni gesto sembra nascere dall’onda precedente, come in una sequenza naturale e inevitabile. Nell’atmosfera ipnotica e contemplativa, i corpi si inseguono e si sostengono in un dialogo respirato, costruendo immagini di equilibrio precario e di intimità trattenuta. I costumi neutri, essenziali e cromaticamente sobri, contribuiscono a concentrare lo sguardo sulla purezza del gesto e sull’architettura dei corpi nello spazio scenico, rafforzando l’impatto visivo della coreografia.
Il risultato è un duetto di rara eleganza: una danza che, come il mare a cui si ispira, continua a risuonare nello spettatore anche dopo la fine del movimento.

Foto di Celeste Lombardi

Infine, dello stesso autore è Alpha Grace una creazione capace di coniugare rigore formale e intensa risonanza emotiva. Il lavoro incentrato sulle dinamiche della relazione umana si distingue per una riflessione sull’empatia. Il titolo, infatti, suggerisce già la chiave di lettura dell’opera: “alpha” rimanda a un principio originario ed essenziale e si unisce a “grace”, intesa come grazia ma anche come forma di gentilezza quasi sacrale.
La coreografia sembra così interrogarsi su un ritorno all’essenza dei rapporti umani, raccontando il passaggio dalla solitudine individuale alla costruzione di una comunità armonica. Kratz costruisce una danza fluida e musicale attraverso i e le sei interpreti, Estelle Bovay, Matteo Fiorani, Arianna Ganassi, Gador Lago Benito, Giovanni Leone Nolan Millioud che si muovono come parti di uno stesso organismo. I corpi si intrecciano, si sostengono e si ricompongono in configurazioni sempre nuove, creando un ritmo condiviso che trasforma la scena in uno spazio di ascolto reciproco.
La composizione musicale di Barrio Sur e Fela Kuti imprime alla coreografia una pulsazione energica e coinvolgente, mentre il disegno luci di Carlo Cerri modella lo spazio con precisione, esaltando le traiettorie dei danzatori. I costumi, caratterizzati da tonalità neutre e scure (grigi, bianchi e neri) contribuiscono a mettere in risalto la plasticità dei corpi e il gioco dinamico delle luci.
Dal lavoro emerge una danza corale intensa e coinvolgente, in cui il movimento diventa linguaggio di connessione e testimonianza di una possibile armonia tra gli individui.

Nel loro insieme, le tre creazioni compongono un percorso coerente che attraversa diverse dimensioni della relazione umana. Se Preludio di Diego Tortelli indaga la fragilità e l’intimità del corpo, i lavori di Philippe Kratz, An Echo, a Wave e Alpha Grace, ampliano lo sguardo verso la relazione e la dimensione collettiva. Ne emerge un viaggio che dall’interiorità conduce alla condivisione, mettendo in luce la versatilità e la sensibilità interpretativa della Compagnia Aterballetto che offre uno spaccato espressivo della danza contemporanea come linguaggio di relazione e ascolto.

di Sara Di Blasi

7-8 marzo 2026 | Scenario Danza, Gentilezza

PRELUDIO
Coreografia: Diego Tortelli | Musica: Nick Cave | Luci: Carlo Cerri | Assistente alla coreografia: Casia Vengoechea
Durata 16’ – Per 5 danzatori

AN ECHO, A WAVE
Coreografia: Philippe Kratz | Sound design: Tommaso Michelini
Durata 10′ – Per 2 danzatori

ALPHA GRACE
Coreografia: Philippe Kratz | Musica: Barrio Sur, Fela Kuti | Consulente drammaturgico: Tyrone Isaac-Stuart | Luci: Carlo Cerri | Con il sostegno di Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa
Durata 23’ – Per 6 danzatori
Produzione: Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto

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